Incontri

Dal 2005 ImmaginAfrica propone proiezioni cinematografiche che consentono di avvicinarsi alle diverse espressioni della produzione filmica e video legata al mondo africano.  Vengono effettuate rassegne o singole proiezioni aperte alla cittadinanza, proiezioni dedicate alle scuole ed iniziative di carattere seminariale destinate a pubblici più selezionati e specifici.

In occasione della Notte dei Ricercatori, tenutasi il 26 settembre 2014, ImmaginAfrica e il Master in Studi Interculturali hanno organizzato due eventi aperti alla cittadinanza per discutere assieme di cinema italiano in una società multietnica asieme al regista Fred Kudjo Kuwornu e per far conoscere alcuni prodotti della cinematografia africana. 

Il primo evento si è tenuto presso lo spazio CO+ di piazza Gasparotto 7 a Padova, che ha ospitato, a partire dalle 18:30, una tappa del tour di Kuwornu dei Dialoghi su Diversity e Cinema in Italia. E’ stata l’occasione per discutere di cinema italiano, società multietnica e intrecci identitari assieme al regista, che ha raccontato della nascita del progetto e ha proposto un premontaggio del suo nuovo documentario Blaxploitalian. Cent’anni di afrostorie nel cinema italiano. Blaxploitalian. Cent’anni di afrostorie nel cinema italiano è il titolo della nuova battaglia culturale di Kuwornu sul modo in cui il nostro Paese si autorappresenta nel cinema, in televisione e più in generale sui mass media: quest’Italia multiculturale deve essere sempre più raccontata anche da autori e attori figli dell’immigrazione o di seconda generazione.

Durante la serata, aperta dai fondatori dello Spazio Co+, sono intervenuti Farah Polato e Giulia D’Agostini, ricercatori Postcolonialitalia, con una riflessione sui modi di pensare il cinema “italiano” negli anni 2000, e Annalisa Frisina, ricercatore del gruppo InteRGRace, che ha parlato delle voci e degli sguardi postcoloniali dei figli delle migrazioni in Italia come lente indispensabile per comprendere le trasformazioni conflittuali della società italiana razzializzata, e riflettuto sulla costruzione in progress dell’italianità nera e sul contributo del lavoro di Fred Kuwornu a questo processo. Per saperne di più sul progetto: http://www.blaxploitalian.com/.

Al termine dell’incontro le attività si sono spostate presso l’aula Studentesse, Cortile Nuovo del Palazzo Bo, con proiezioni sulla cinematografia africana e sulle attività in atto da ImmaginAfrica e con incontri a cura del Master in Studi Interculturali e di ImmaginAfrica.

Le foto dell’incontro sono qui!

 Corso sulla cinematografia di Djibril Diop Mambety

19-28 Novembre 2007

Nelle date 19, 20, 23, 26 e 28 Novembre dalle ore 14.30 alle ore 19.00 nelle aule del Dipartimento di Storia di via Vescovado si è svolto un Corso sulla cinematografia di Djibril Diop Mambety, tenuto dal prof. Tahar Chikhaoui dell’Università Manouba di Tunisi.

Ogni incontro si è sviluppato con la presentazione di una delle opere del regista africano, con la sua visione in DVD e con l’analisi delle rispettive sequenze cinematografiche dal punto di vista stilistico.

Tavola rotonda

“Estetica e politica nel cinema africano contemporaneo”

25 Novembre 2007

Quando Sembene affermò che il cinema sarebbe stato una scuola serale, iniziò a misurare l’estetica in base alla bellezza del gesto pedagogico o, perlomeno, è così che in molti lo intesero. Ma poiché estetica e pedagogia non sempre coabitano bene, furono rare, nel continente, le opere in cui l’estetica avesse un senso. L’inerzia del sistema politico era tale che lo spazio accordato all’invenzione delle forme era secondaria. Non fu così per tutti i film e per tutti? A cominciare dallo stesso Sembene, sul quale sarebbe forse il caso di ritornare per interrogarsi sul suo contributo estetico al cinema africano. La questione fu posta più apertamente negli anni ’80, con la volontà ammirevolmente illutrata da Yeelen, di non permettersi più di separare politica ed estetica; è incontestabile che Souleymane Cissé sia stato colui che ha assicurato un equilibrio tra la domanda politica che grava sugli aspetti più contemporanei delle trasformazioni delle nostre società e l’assoluta necessità della formulazione cinematografica più appropriata. La bellezza dell’immagine era l’espressione d’accompagnamento della critica politica. Prendendo coscienza della sua identità artistica, il cinema africano ha raffinato la trama estetico-politica con una generazione uova, più integrata nelle questioni del mondo di quella che l’ha preceduta, che invece era più legata alla problematica post-coloniale. Non solo il cinema non si separa più da quello che intende veicolare, ma diviene esso stesso oggetto di messa in discussione. Forse, qui si trova una forma superiore di “rivendicazione”, farsi accettare come “cineasta” tout court e non come “cineasta africano” vuol dire che l’africanità non è più esclusiva del cinema.

Questo sarà il tema del nostro colloquio, i differenti modi di coniugazione dell’estetica e della politica di cui non abbiamo tracciato che alcuni tratti generali e le cui espressioni sono diversificate tanto quanto lo sono i cineasti. * 

* articolo contenuto in Failli S. e Sorbera L. (a cura di), ImmaginAfrica 2007, Padova, CLEUP, 2007

Nell’ambito della rassegna sono stati organizzati un corso sulla cinematografia di Djibril Diop Mambety e un ciclo di incontri con i registi delle opere proiettate e con i critici cinematografici e l’attore ospiti della rassegna. Hanno partecipato l’attore Djaoro Youssouf, i registi Andrea Segre, C.F. Camara, Fitouri Belhiba, il critico Tahar Chikhaoui, lo scrittore Hamid Barole Abdu.

E’ stata inoltre organizzata una proiezione al Carcere Due Palazzi del documentario Ritorni di G.Taviani.

Alla proiezione hanno assistito un gruppo di circa 30 detenuti che collaborano alle attività educative dell’Associazione Il Granello di Senape e alla redazione della rivista carceraria Ristretti Orizzonti.

Il dibattito con i detenuti è stato svolto con la collaborazione dell’attore Djaoro, ospite della rassegna. Hanno partecipato alla proiezione anche alcuni operatori del progetto e delle associazioni coinvolte, nonché altri operatori di associazioni che a diverso titolo lavorano in carcere ed alcune guardie carcerarie.

Tra il 20 e il 30 novembre 2006 è stato organizzato un corso di cinque pomeriggi intensivi della durata di quattro ore ciascuno tenuto dal critico cinematografico Tahar Chikhaoui e dedicato alla cinematografia di Souleymane Cissé.

Il corso ha visto la proiezione delle opere del grande regista africano che ha realizzato numerosi cortometraggi e lungometraggi premiati nei festival di Cannes, Cartagine e Ouagadougou, e la conseguente analisi delle sequenze filmiche dal punto di vista del linguaggio cinematografico.

Nell’ambito della rassegna sono stati organizzati anche un corso sulla cinematografia di Souleymane Cissé e una proiezione nel Carcere Due Palazzi, in collaborazione con l’Associazione Granello di Senape e la redazione della rivista Ristretti Orizzonti.

Dal 15 al 23 novembre presso il DAMS di Padova, il professor Tahar Chikhaoui, critico cinematografico, docente dell’Università di Tunisi, uno dei più importanti critici dell’area del Maghreb, ha tenuto un corso organizzato in 5 pomeriggi intensivi di lavoro di 5 ore ciascuno sulla cinematografia di Ousmane Sembène, considerato l’iniziatore della cinematografia africana.