Teatro

Dal 2005 ImmaginAfrica ha collaborato con diverse compagnie teatrali italiane e straniere, nella realizzazione di spettacoli di carattere multiculturale.

Ricordando Thomas Sankara

 

Il 4 ottobre 2018 la Fiera delle Parole di Padova ospita lo spettacolo teatrale sulla vita
di Thomas Sankara realizzato dal gruppo teatrale Coristi per Caso con la regia di Andrea Pennacchi.

Raccontare un eroe africano: su una spalla il fucile che non esplose mai un colpo, sull’altra la chitarra.

Thomas Sankara (presidente del Burkina Faso dal 1984 al 1987) e la sua rivoluzione sociale. Lui che si confrontò con i potenti della Terra, li accusò e fu ucciso.

Raccontare l’incontro con Thomas Sankara tra le righe di un coro, un maestro, un autore, un regista, tre artisti africani, e condividere la scoperta che le parole di T. S. sono oggi più vive che mai per l’Africa e per il mondo, unica patria di tutti gli uomini integri. Raccontarlo partendo dall’Italia, quando l’Italia era da consumare e l’Africa già consumata. È un racconto universale, quello di Sankara e dei suoi sogni, che sullo sfondo delle illusioni italiane degli anni Ottanta e delle sterili disillusioni acquista maggior forza.

La narrazione intreccia storia italiana, memorie personali e storia africana, tra le note delle canzoni che in Italia si ascoltavano alla radio e musiche africane,  per capire meglio quanto la storia di un Paese apparentemente lontano ci appartenga e quanto siamo alieni alla nostra stessa storia.

Spettacolo di parole e musica con l’Associazione Coristi per Caso, direzione musicale del maestro Gianluca Amore, drammaturgia di Andrea Pennacchi, regia di Marco Artusi e Andrea Pennacchi con Sonya Agbodan (cantante), Denis Muyumbak e Samba Krubally (attori-musicisti).

Vite in Viaggio

Nel 2017 ha preso vita il progetto Dalla Human Library alla Living Theater con la realizzazione di un laboratorio teatrale e la successiva messa in scena di uno spettacolo con la partecipazione di un sottogruppo di libri viventi (per scoprire che cos’è un libro vivente e quali sono i progetti della Biblioteca Vivente, clicca qui).

Il laboratorio teatrale e la regia dello spettacolo sono stati tenuti da Andrea Pennacchi (Teatro Boxer, Padova). Durante il laboratorio i partecipanti hanno portato pezzi della loro storia di vita, che sono stati smussati nella forma lasciando intatti i contenuti, in continuità con il modus operandi del progetto Human Library. L’azione fondamentale del regista è stata di trovare il fil rouge tra i racconti e far interagire le storie tra loro, arrivando così alla costruzione dello spettacolo finale intitolato Vite in Viaggio.

La prima dello spettacolo è avvenuta il 2 giugno 2017 presso il ristorante Strada Facendo all’interno della Festa della Nuova Repubblica. La replica dello spettacolo è stata proposta per una rassegna I compagni d’Asilo presso il teatro-giardino di Palazzo Zuckermann il 18 luglio 2017.

Dunia Sigui Kan

Lo spettacolo Dunia Sigui Kan realizzato con la doppia regia di Serena Sartori e Dani Kouyaté (centro interculturale Koron Tlé e Associazione Siraba) a partire da una leggenda cosmogonica africana “sulla creazione del mondo e l’arroganza degli uomini”, ha dato modo di avvicinarsi al mondo africano con l’attraversamento di lingue, canti, musiche e danze sapientemente intrecciate in un insieme creativo, con il simbolico passaggio del testimone dal maestro-griot agli allievi continuatori dell’opera.

Per saperne di più

Hamlet Noir

Il progetto “Hamlet Noir” rappresentato dal gruppo Koron Tlé (sede a Milano e a Bobo Dioulasso, Burkina Faso) è uno spettacolo ispirato al testo di Shakespeare e rivisitato attraverso il fondamentale tema della lotta contro l’AIDS. Si è sviluppato tra il 2001 e il 2003 dopo la prematura scomparsa del grande amico e collaboratore Desiré Somé. Ne ha curato la regia in Burkina Faso Serena Sartori ed è diventato un progetto stabile supportato da diverse organizzazioni internazionali, sia culturali che sanitarie. Lo spettacolo, realizzato con una équipe di attori e musicisti internazionali, è stato invitato in diversi Festival in Burkina, Mali e Benin, suscitando ovunque articolate discussioni ed intense emozioni.

Il 29 settembre 2005 lo spettacolo è stato presentato presso l’auditorium Modigliani di Padova in occasione dell’inaugurazione del progetto ImmaginAfrica.

Serena Sartori

Centro Koron Tlé

Ma non solo…

Teatro dell’Oppresso

Il Teatro dell’ Oppresso nasce in Brasile negli anni ’60 del secolo scorso ad opera di Augusto Boal, sotto ispirazione delle idee pedagogiche di Paulo Freire, ed è una forma di teatro sociale particolarmente idonea per operare nei contesti multiculturali ed a promuoverne lo sviluppo in senso interculturale, in quanto modalità d’intervento che consente la presa di coscienza delle dinamiche che intervengono nelle situazioni conflittuali e di favorirne la trasformazione.

Per Boal, le diverse tecniche messe a punto nell’ambito della sua sperimentazione rappresentano degli strumenti utili per promuovere la liberazione di coloro che possono essere considerati “oppressi” in quanto socialmente, culturalmente o politicamente privati dei loro diritti fondamentali.

Si tratta di  una forma di teatro sociale che viene utilizzata come strumento per il cambiamento, sia a livello individuale che collettivo, ed è costituita da una pluralità di tecniche che vengono impiegate in diversi ambiti: nell’attivismo sociale, nella risoluzione dei conflitti, nei processi di costruzione delle comunità.

2018 - IL TEATRO DELL'OPPRESSO nel CAS di BAGNOLI DI SOPRA

Tra marzo e maggio del 2018, nell’ambito del Master in Studi Interculturali dell’Università di Padova, si è svolto un laboratorio di Teatro dell’Oppresso all’interno del Centro di Accoglienza Straordinaria di Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova, uno dei centri più discussi e problematici del territorio. L’esperienza è stata coordinata da Roberto Mazzini, della Cooperativa Giolli di Parma.

Il laboratorio, pensato come momento di formazione dedicato agli studenti del Master, ha coinvolto anche una quindicina di operatori e mediatori linguistico-culturali della Cooperativa Edeco, in modo da favorire il confronto e lo scambio di esperienze tra diverse figure professionali dell’accoglienza.

L’intento, inoltre, è stato quello di sperimentare in quale misura il Teatro dell’Oppresso può diventare strumento di lavoro all’interno delle strutture di accoglienza, come lo è stato in più occasioni nel percorso di Giolli Coop.

In un primo momento, il gruppo di lavoro, guidato da Roberto Mazzini, ha approcciato il metodo del Teatro dell’Oppresso, costruendo delle messe in scena che rappresentassero dei momenti di oppressione che operatori e richiedenti asilo vivono nelle loro relazioni dentro e fuori dal centro.
In seguito si è costituito il Teatro Forum, momento di interazione e intervento aperto agli ospiti del centro di Bagnoli, che si sono rivelati curiosi e partecipativi.

Roberto Mazzini è tra i fondatori della Cooperativa Giolli, nata nel 1992 in provincia di Parma, sotto forma di associazione culturale. Dal 1989 inizia a sperimentare il metodo del TdO in diverse modalità: corsi e spettacoli di Teatro-Forum nelle scuole, nei servizi sociali, in vari centri psichiatrici, un percorso teatrale con i richiedenti asilo di Parma e nel carcere di Reggio Emilia,uno spettacolo di Teatro-Forum costruito a partire da interviste agli inquilini di un condominio multiculturale e molto altro.

2017 - JANA SANSKRITI PROJECT

Nel 2017 il gruppo indiano Jana Sanskriti Centre for Theatre of the Oppressed è arrivato a Padova per proporre uno spettacolo forum che coinvolgesse studenti universitari, richiedenti asilo e operatori del settore dell’accoglienza. Il 27 ottobre 2017 presso l’Istituto Maria Ausiliatrice, a Padova è stato realizzato il Teatro Forum in piena corrispondenza con i valori del Teatro dell’Oppresso che rappresenta uno strumento di particolare interesse per il lavoro e la formazione in ambito antropologico, soprattutto nel campo della sensibilizzazione su problematiche sociali e in quello della mediazione dei conflitti. Il pubblico è  chiamato ad intervenire attivamente, uscendo dal ruolo di semplici spettatori per entrare in quello di spett-attori.

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